LA SCALA COME POMPEI

 

I lavoratori della Scala sono dei privilegiati, perché fanno uno splendido lavoro nel teatro più bello e famoso del mondo. E lo sanno. Ma c’è un equivoco: pensano che essere privilegiati comporti il diritto a ulteriori privilegi, sancendo una “diversità” quasi etnica. E invece è esattamente il contrario: dovrebbero essere loro disposti a sacrifici e sforzi compensativi, per pagare il privilegio di cui godono. Dovrebbero, ad esempio, perfino accettare remunerazioni inferiori a quelle di altri lavoratori dello spettacolo in cambio del privilegio – appunto – di lavorare nel più bello e famoso teatro del pianeta. Continua a leggere