Balzani arma totale di Pisapia

PISAPIA BALZANI

Da qualche tempo ogni mossa, ogni iniziativa di Francesca Balzani sembra avere, aldilà della dichiarazioni ufficiali, una sola motivazione reale e non esplicita: creare problemi alla candidatura di Giuseppe Sala a sindaco di Milano.

E il manovratore neppure tanto occulto di questa operazione altri non è che il sindaco uscente Giuliano Pisapia. Il quale prima ha creato le condizioni per spingere alle dimissioni il suo vice Ada Lucia De Cesaris, troppo spigolosa e indocile, mettendo quindi al suo posto la prediletta e fedelissima Balzani, per buttarla poi a sorpresa contro Sala nella mischia delle primarie – con l’entusiastico consenso, se non con il suggerimento dei salotti frequentati da Gad Lerner e Piero Bassetti. Continua a leggere

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Roma-Milano: candidati che fanno la differenza

E interessante notare la grande differenza, di tempi, modalità e stile, nella scelta dei candidati sindaci delle metropoli considerate “le due capitali” del paese: Roma e Milano. Una differenza che da sola esprime le diverse condizioni in cui le due città si trovano.

Una profonda crisi sociale, politica, economica e amministrativa affligge da troppi mesi la capitale politica, crisi culminata con le dimissioni forzate del sindaco Marino. Milano, invece, capitale economica, dello sviluppo e dell’innovazione, gode ancora di un relativo stato di grazia sulla scia del buon successo di Expo. Dunque mentre Milano ha già due candidati forti, Giuseppe Sala per il centrosinistra  e Stefano Parisi per il centrodestra, Roma per ora può contare solo su Guido Bertolaso (centrodestra), peraltro messo in discussione dal leader della Lega Nord Matteo Salvini. Continua a leggere

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POTERI FORTI IN CAMPO CONTRO RENZI

Il primo avvertimento al presidente del Consiglio Matteo Renzi lo ha mandato qualche settimana fa l’ex capo dello Stato Giorgio Napolitano, con un’intervista sul quotidiano la Repubblica:  un invito chiaro e diretto, anche se in termini istituzionalmente corretti, ad evitare lo scontro con la Germania di Angela Merkel. Poi è arrivato un minaccioso editoriale del Financial Time che ha descritto un Renzi in serie difficoltà se non sul viale del tramonto. Quindi è toccato al senatore a vita Mario Monti, che nell’aula di palazzo Madama ha platealmente “sgridato” Renzi come un discolo, uno scolaretto che non rispetta la maestra, anzi la preside Merkel, alla quale l’ex presidente del Consiglio non perde occasione per mostrarsi devoto.

merkel-renzi

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CHE FINE HA FATTO LA POLITICA?

stefano-parisiDavvero singolare la situazione che è venuta a crearsi a Milano in vista delle prossime elezioni amministrative. In campo sono rimasti, per ora, tre candidati sindaco: Giuseppe Sala per il centrosinistra, Stefano Parisi (nella foto) per il centrodestra, Corrado Passera per sé stesso con una formazione politica di sua personale creazione, Italia Unica.

Il fatto davvero singolare, però, è che si tratta, com’è ormai risaputo, di tre manager, nessun politico di professione. Perciò la domanda è: che fine ha fatto la politica? Continua a leggere

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PARLIAMO DI BAMBINI

Scusate il ritardo. O, se preferite, a volte ritornano.

Se anche uno solo di voi ha notato (ma non credo proprio) la mia imperdonabilmente lunga assenza – dovuta a un micidiale mix fra altri impegni, distrazione e pigrizia – ho il dovere di scusarmi e di riprendere al più presto ad alimentare questo blog, cercando di farlo, stavolta, in forma più anarchica e arbitraria e disordinata: meno vincolata. cioè, all’attualità e alle urgenze della cronaca.

E magari, se necessario, passando di palla in frasca. Per esempio… Continua a leggere

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PERCHE’ LA GENTE NON VA A VOTARE

C’era un tempo – in particolare durante quella che abbiamo chiamato la Prima Repubblica – in cui il giorno dopo le elezioni ciascuno dei molti (troppi) partiti sosteneva di aver vinto o quanto meno di non aver perso. Qualcosa è cambiato: oggi, dopo le elezioni regionali in Calabria e Emilia Romagna, qualcuno ammette la sconfitta ma tutti indistintamente denunciano – drammatizzando chi più chi meno – il fortissimo calo della partecipazione al voto. E tutti indicano motivazioni politiche di questo assenteismo elettorale: chi la politica del governo, chi quella dell’opposizione, chi la crisi economica, chi di tutto questo un po’.

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LA PRIMA TRATTATIVA STATO-MAFIA

Un contatto o una relazione, insomma una trattativa fra lo Stato (o meglio, una sua struttura) e un’organizzazione criminale, ad esempio la mafia, non sempre è una situazione esecrabile. So che, ad esempio, i magistrati palermitani che hanno allestito il famosissimo processo sulla cosiddetta “trattativa Stato-mafia” (alla quale io non credo) la pensano diversamente, come molti giornalisti loro supporter. Ma la storia che racconto nel mio ultimo libro, “LA PRIMA TRATTATIVA STATO-MAFIA. Lucky Luciano e gli Stati Uniti 1942-1946”, dimostra che le cose non sempre stanno necessariamente così. Continua a leggere

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LA SCALA COME POMPEI

 

I lavoratori della Scala sono dei privilegiati, perché fanno uno splendido lavoro nel teatro più bello e famoso del mondo. E lo sanno. Ma c’è un equivoco: pensano che essere privilegiati comporti il diritto a ulteriori privilegi, sancendo una “diversità” quasi etnica. E invece è esattamente il contrario: dovrebbero essere loro disposti a sacrifici e sforzi compensativi, per pagare il privilegio di cui godono. Dovrebbero, ad esempio, perfino accettare remunerazioni inferiori a quelle di altri lavoratori dello spettacolo in cambio del privilegio – appunto – di lavorare nel più bello e famoso teatro del pianeta. Continua a leggere

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MALPENSA ZONA FRANCA PER SALVARE L’OCCUPAZIONE

Quanti da anni si affannano, fino ad ora inutilmente, in sempre più fantasiosi tentativi di “salvare l’Alitalia” devono dirci una buona volta se per loro i lavoratori “romani” della compagnia, dello scalo di Fiumicino e del relativo indotto valgono meno di quelli lombardi della Sea, di Malpensa e dell’indotto. Già una volta, quando, nel 2008, abbandonò lo scalo varesino per concentrarsi su quello laziale, mettendo così per strada diverse centinaia di lavoratori lombardi, la ex compagnia di bandiera, oggi italo-araba, dimostrò di tenere di più ai primi. Ora ci risiamo. Continua a leggere

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LA VITTORIA DI RENZI PREOCCUPA PISAPIA

“È stato un premio anche al modo in cui stiamo governando la città”. Con azzardate espressioni di questo tipo e grazie ad una notevole dose di disinvoltura, il sindaco Giuliano Pisapia ha voluto accreditarsi il successo del Pd a Milano. Poi si è ricordato che il suo partito in realtà è il vendoliano Sel, confluito nella Lista Tsipras, e quindi si è affrettato a rendere omaggio anche alla sinistra cachemir e sirtaki. Ma il Pd ricorda benissimo la provenienza politica di Pisapia e il modo in cui è stato scelto a sinistra come candidato sindaco di Milano, perciò soprattutto il Pd renziano non sembra affatto disposto a condividere questa generosa ripartizione dei meriti. Continua a leggere

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