Dalla parte di Cassano

Perfino Massimo Bordin, ex direttore di Radio Radicale, per la quale svolge un’ottima rassegna stampa al mattino e coraggiose e pazienti conversazioni con Marco Pannella durante la giornata, perfino Bordin, dicevo, ha preso le parti di Antonio Cassano nella stucchevole vicenda sui due calciatori gay della Nazionale, innescata al momento giusto dal quel furbacchione di Alessandro Cecchi Paone. Eppure, come è noto, l’emittente dei radicali è molto sensibile alla difesa dei diritti e della dignità delle persone omosessuali. Continua a leggere

Sull’orlo del baratro si occupano di Rai

E’ semplicemente scandaloso che in queste ore politici e giornalisti italiani passeggino tranquillamente sull’orlo del burrone economico-finanziario discutendo delle nomine Rai. il mare di soldi arrivato (comunque con imperdonabile ritardo) alle banche spagnole sembra aver peggiorato la situazione. Com’era prevedibile ora la speculazione si è rivolta all’Italia e al suo sistema bancario. Non ci voleva una particolare competenza per immaginare che sarebbe accaduto.  In pochi giorni, dopo il voto in Grecia, la situazione potrebbe precipitare.  Ora è definitivamente dimostrato che non è bastato il nome di Monti per tirarci fuori dai guai. Non sono bastate le poche e timide riforme del suo governo. Non è bastato massacrare gli italiani di tasse. Bisognava per prima cosa dare un segnale forte attaccando la spesa e il debito pubblici, che invece continuano inesorabilmente a crescere, insieme allo strapotere parassitario della burocrazia. Non è stato fatto perché questo è un governo infarcito di alti burocrati (lo sono anche i professori) che traggono il loro potere dalle spese dello stato. E perché, in realtà, anche questo gabinetto di tecnici dipende dal consenso dei partiti. In questa situazione il problema delle nomine Rai non avrebbe nemmeno dovuto porsi: perdere anche solo un minuto per discuterne è semplicemente da irresponsabili.