UNA PICCOLA IRI PER IL TERZO SETTORE

Finalmente anche Milano avrà il suo micro-Iri, la sua finanziaria di Stato immagine terzo settorepiccola piccolissima che comunque qualche nuova poltrona e poltroncine e strapuntini metterà a disposizione di quella parte del ceto politico-burocratico milanese che teme di restare in piedi tra poci mesi, quando a Palazzo Marino ci sarà il cambio della guardia. Si tratta della Fondazione Italia Sociale, introdotta con un emendamento voluto dal consulente economico di Palazzo Chigi, il superfinanziere Vincenzo Manes, nella legge che regola il terzo settore (Onlus, associazioni no-profit cooperative sociali eccetera). Continua a leggere

IL TERRORISMO SPIEGATO DAI TERZOMONDISTI

Anche stavolta, anche dopo la terribile strage di Bruxelles l’immancabile terzomondista specializzato in autoflagellazione non ha voluto far mancare il suo lamento. Di chi la colpa di quello che sta succedendo, della nascita dell’Isis, del terBRUXELLESrorismo islamista, degli attentati, delle migrazioni di massa, delle “primavere arabe degenerate in interminabili guerre civili o dittature? Nostra, naturalmente: del ricco Occidente capitalista, colonialista e magari anche razzista. Le cui vittime storiche, africani e asiatici ora ci stanno presentando il conto. Dunque: assolti gli stragisti, colpevoli e da punire gli occidentali. Continua a leggere

Roma-Milano: candidati che fanno la differenza

E interessante notare la grande differenza, di tempi, modalità e stile, nella scelta dei candidati sindaci delle metropoli considerate “le due capitali” del paese: Roma e Milano. Una differenza che da sola esprime le diverse condizioni in cui le due città si trovano.

Una profonda crisi sociale, politica, economica e amministrativa affligge da troppi mesi la capitale politica, crisi culminata con le dimissioni forzate del sindaco Marino. Milano, invece, capitale economica, dello sviluppo e dell’innovazione, gode ancora di un relativo stato di grazia sulla scia del buon successo di Expo. Dunque mentre Milano ha già due candidati forti, Giuseppe Sala per il centrosinistra  e Stefano Parisi per il centrodestra, Roma per ora può contare solo su Guido Bertolaso (centrodestra), peraltro messo in discussione dal leader della Lega Nord Matteo Salvini. Continua a leggere

PERCHE’ LA GENTE NON VA A VOTARE

C’era un tempo – in particolare durante quella che abbiamo chiamato la Prima Repubblica – in cui il giorno dopo le elezioni ciascuno dei molti (troppi) partiti sosteneva di aver vinto o quanto meno di non aver perso. Qualcosa è cambiato: oggi, dopo le elezioni regionali in Calabria e Emilia Romagna, qualcuno ammette la sconfitta ma tutti indistintamente denunciano – drammatizzando chi più chi meno – il fortissimo calo della partecipazione al voto. E tutti indicano motivazioni politiche di questo assenteismo elettorale: chi la politica del governo, chi quella dell’opposizione, chi la crisi economica, chi di tutto questo un po’.

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LA SCALA COME POMPEI

 

I lavoratori della Scala sono dei privilegiati, perché fanno uno splendido lavoro nel teatro più bello e famoso del mondo. E lo sanno. Ma c’è un equivoco: pensano che essere privilegiati comporti il diritto a ulteriori privilegi, sancendo una “diversità” quasi etnica. E invece è esattamente il contrario: dovrebbero essere loro disposti a sacrifici e sforzi compensativi, per pagare il privilegio di cui godono. Dovrebbero, ad esempio, perfino accettare remunerazioni inferiori a quelle di altri lavoratori dello spettacolo in cambio del privilegio – appunto – di lavorare nel più bello e famoso teatro del pianeta. Continua a leggere

MALPENSA ZONA FRANCA PER SALVARE L’OCCUPAZIONE

Quanti da anni si affannano, fino ad ora inutilmente, in sempre più fantasiosi tentativi di “salvare l’Alitalia” devono dirci una buona volta se per loro i lavoratori “romani” della compagnia, dello scalo di Fiumicino e del relativo indotto valgono meno di quelli lombardi della Sea, di Malpensa e dell’indotto. Già una volta, quando, nel 2008, abbandonò lo scalo varesino per concentrarsi su quello laziale, mettendo così per strada diverse centinaia di lavoratori lombardi, la ex compagnia di bandiera, oggi italo-araba, dimostrò di tenere di più ai primi. Ora ci risiamo. Continua a leggere

NON TRATTATE L’ECONOMIA COME SE FOSSE UNA SCENZA ESATTA

“La mancata crescita prende in contropiede gli economisti”, era il titolo di un articolo del bravo Dario Di Vico sul Corriere della Sera di venerdì 16 maggio. Un articolo a corredo della notizia – ampiamente trattata sul quotidiano di via Solferino – del deludente e inatteso ritorno del segno meno davanti alla variazione del prodotto interno lordo, il famoso Pil. Siccome non è la prima volta, già da qualche anno, anzi è fin troppo frequente che gli economisti vengano “presi in contropiede”, forse è il caso che si pongano qualche impietosa domanda sulla loro funzione Continua a leggere

TRISTE STORIA DI AMORE, MALDIVE E FISCO

Vi racconto una storia. C’era una volta Mario Rossi, bravo e stimato lavoratore dipendente cinquantenne, sposato da quasi 25 anni con Maria, casalinga. Lui guadagnava 2100 euro netti al mese, ma da anni ogni mese metteva segretamente da parte 50 euro perché aveva progettato di festeggiare i 25 anni di matrimonio regalando alla sua amata Maria una vacanza costosa ma che lei sognava da tempo, un viaggio alle Maldive. Finalmente quel giorno arrivò, lui aveva accantonato quanto bastava per regalare a sua moglie quella vacanza di sogno, per la quale non badò a spese. Se ne andarono così i 5.500 euro che aveva risparmiato. Ma non aveva fatto i conti col Fisco.

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ETIHAD SALVA (FORSE) ALITALIA? ECCO A SPESE DI CHI

Alitalia o Sea? Fiumicino o Malpensa? Non ci sono dubbi, è ripetutamente provato che per governo e sindacati la sopravvivenza, i problemi di occupazione di un carrozzone (privato) romano contano più della sopravvivenza e dei problemi di occupazione di una società (pubblica) lombarda, la cui maggioranza è del Comune di Milano, cioè dei milanesi. Era chiaro fin da quando il salvataggio (provvisorio) della ormai di fatto fallita Alitalia avvenne con il sacrificio di Malpensa a favore di Fiumicino, scalo gestito da Adr, società privata anch’essa e controllata dalla famiglia Benetton. Fu il famoso dehubbing dello scalo varesino, una mazzata a cui né il governo né i sindacati si opposero. E non si oppose neppure la Lega che oggi fa la voce grossa. Continua a leggere

FINE DI MALPENSA, FLOP DI EXPO

A Palazzo Marino sembrano preoccupati più che altro dalla multona che Bruxelles ha inflitto a Sea Handling, spingendola così verso il fallimento. Comprensibile, ma non si accorgono che i nemici di Malpensa, grazie all’accordo Alitalia-Etihad, hanno scelto il momento migliore per affossare lo scalo varesino: la vigilia di Expo, quando Milano e la Lombardia avranno bisogno della massima accessibilità, dei più efficaci e diretti collegamenti intercontinentali.

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