Perché siamo senza centravanti

Aspettiamo con fiducia e passione l’ennesimo confronto calcistico Italia-Germania: favoriti i tedeschi, noi contiamo su entusiamo e autostima riconquistati oltre che, naturalmente, sulla favorevolissima tradizione. Almeno in questa sede, inoltre, evitiamo l’ormai insopportabile parallelismo fra le vicende finanziarie dell’euro e quelle calcistiche di Euro 2012.
Confesso di non essere abbastanza competente e/0 presuntuoso per lasciarmi andare a valutazioni tecniche sul gioco della nostra Nazionale, sulle scelte di Prandelli o sulle caratteristiche delle formazioni che fino ad oggi abbiamo visto giocare. Un dato, comunque, è non solo di tutta evidenza perfino all’occhio di un semi-incompetente come me, ma anche universalmente denunciato: facciamo pochi gol perché la formazione azzurra manca di un vero centravanti, di una punta pura, di uno che bivacca nell’aria di rigore avversaria o nei suoi paraggi, al quale Pirlo o chi per lui cerca in tutti i modi di far arrivare la palla giusta sapendo che poi il nostro nella maggior parte dei casi “la caccia dentro”. Continua a leggere

Dalla parte di Cassano

Perfino Massimo Bordin, ex direttore di Radio Radicale, per la quale svolge un’ottima rassegna stampa al mattino e coraggiose e pazienti conversazioni con Marco Pannella durante la giornata, perfino Bordin, dicevo, ha preso le parti di Antonio Cassano nella stucchevole vicenda sui due calciatori gay della Nazionale, innescata al momento giusto dal quel furbacchione di Alessandro Cecchi Paone. Eppure, come è noto, l’emittente dei radicali è molto sensibile alla difesa dei diritti e della dignità delle persone omosessuali. Continua a leggere

Le scommesse di Buffon

Certo insospettisce e inquieta la tempistica con la quale siamo venuti a sapere delle presunte scommesse di Buffon, subito dopo le critiche che il portiere della Juventus e della Nazionale ha indirizzato ai metodi con cui le procure stanno conducendo le inchieste sul calcio-scommesse. Buffon non mi è particolarmente simpatico, soprattutto dopo quel gol fantasma di Juve-Milan da lui “parato” 50 centimetri dentro la porta. Ma non c’è dubbio che la successione dei fatti induce a fare due ipotesi, ambedue maligne.
Prima ipotesi: è una vendetta degli inquirenti che hanno voluto punire Buffon per le sue valutazioni un po’ troppo autonome: come si permette un giocatore di calcio di criticare dei magistrati?
Seconda ipotesi: Buffon ha saputo che si stava indagando su di lui e ha voluto mettere le mani avanti precostituendosi un ruolo di vittima. Personalmente, tenendo conto di alcuni precedenti storici e di casi analoghi propendo per la prima di queste due possibilità.
Resta da capire se le presunte scommesse di Buffon, notoriamente un grande scommettitore un po’ su tutto, fossero legali o clandestine, relative al calcio italiano a ad altro, insomma se fossero lecite o illecite, a prescindere da non peregrine considerazioni di opportunità: giacché non basta scommettere, attività consentita a chiunque, fino a prova contraria e con buona pace delle procure, per essere considerati dei criminali.
Intanto però il danno, quanto meno in termini di immagine, provocato dalle notizie fatte trapelare è un fatto. Se si tratta di una vendetta delle procure, almeno in parte è già stata consumata.