ACCATTONAGGIO, DECORO E SICUREZZA

 

Qualche giorno fa in corso Buenos Aires, a Milano, quasi all’incrocio con Vitruvio e Via Plinio. Un ragazzo africano appoggiato al muro si protende verso il centro del marciapiede, ha in immagine accattonaggiomano il solito berrettino con visiera che allunga verso i passanti che lo scansano. Una signora tira dritto spostando col corpo il cappellino dell’elemosina, l’accattone si irrita e dà uno spintone alla donna che perde l’equilibrio appoggiandosi ad una macchina parcheggiata mentre il nero inveisce.

Si forma un capannello ma la signora palesemente spaventata si rimette in equilibrio e si allontana rapidamente senza dire una parola mentre l’aggressivo accattone bercia. Per una coincidenza che avrebbe potuto essere fortunata, passa una macchina dei vigili urbani che non vedono o se vedono non capiscono. Un paio di settimane prima anch’io ho avuto  la malaccortezza di scostare inavvertitamente l’invasivo cappellino di un accattone nero, a me è andata meglio: solo qualche improperio. Mi piace camminare e una mattina andando a piedi da piazza Lima e via Larga, quasi tre chilometri, ho contato almeno 12 fra accattoni “attivi” (tutti i neri con l’identico cappellino con visiera, qualche presumibile rom e qualche isolato non definibile) e accattoni “passivi”, seduti o sdraiati per terra, immobili, con o senza cane, con accanto un barattolino o una scatola per raccogliere le monete e un cartello con la scritta (identica; stampatello, stessa mano, stesso pennarello nero, sempre su cartone ondulato) “HO FAME”. Le stazioni e i vagoni della metropolitana, invece, sono aree di esclusiva competenza di rom, poveri storpi e mutilati.

Ora, solo il più ingenuo e distratto degli sprovveduti può fingere di non capire che questo accattonaggio pervasivo e ossessivo, a Milano come a Roma e in altre grandi città, è un’attività organizzata per gang e controllata da racket: stesse tecniche, stessi atteggiamenti, stessi “attrezzi di lavoro”, sapiente distribuzione sul territorio: e questo già dovrebbe indurre le forze dell’ordine, a cominciare dalla polizia municipale, a dedicare la massima attenzione al fenomeno. Non è solo una questione di decoro della città, mura imbrattate e strade disseminate da accattoni non costituiscono il miglior modo di presentarsi per la quarta o terza città turistica d’Italia, per la capitale della moda, del design, dell’architettura, insomma dello stile e del buon gusto.

Ma, quel che è peggio, come dimostrano i due episodi ai quali ho accennato, questo accattonaggio sta subendo una prevedibile mutazione: sta diventando aggressivo, probabilmente a causa della sempre più forte concorrenza e delle prime reazioni di insofferenza da parte di cittadini ormai vessati dalla richieste. Una mutazione, dunque, che ai problemi del decoro ora aggiunge quello della sicurezza, già messa rischio e compromessa in tanti altri modi, certo più gravi, e in tante altre forme.

 L’amministrazione ha lasciato che il fenomeno crescesse a dismisura fino ad assumere la diffusione e la pervasività  attuali. Ormai dalle squadre che stanno per lasciare Palazzo Marino e il Campidoglio  non ci aspettiamo nulla. Ci piacerebbe perciò che i candidati sindaci mostrassero di conoscere il problema e ci facessero sapere se e come intendono risolverlo. Prima che sia troppo tardi, prima che la mutazione aggressiva dell’accattonaggio provochi qualche guaio serio.immagine accattonaggio

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5 risposte a “ACCATTONAGGIO, DECORO E SICUREZZA

  1. Buonasera
    Prima che sia troppo tardi. Purtroppo caro dott. Lomartire abbiamo da tempo superato la soglia della decenza e del finto bisogno. Ho fame, non regge più. Se fossi un accattone, saprei molto bene dove andare a mangiare e non avrei bisogno di porgere la mano ai passanti. Milano ha un sacco di strutture che giornalmente si impegnano per offrire un pasto caldo a tutti, senza fare distinzioni tra razze e età di una persona. Dare da mangiare a chi realmente soffre la fame, dovrebbe essere una regola di un paese civile e sono certo che il nostro paese, sia tra i primi ad offrire questo tipo di servizio. E direi di più. L’Italia è l’unico paese in Europa, ad offrire privilegi che altri paesi, nemmeno si sognano. Basterebbe osservare cosa giornalmente fa il nostro paese nei confronti di migliaia di clandestini che approdano sulle nostre coste. Siamo gli unici, capaci di non rifiutare aiuto a nessuno. L’accattonaggio metropolitano, non ha nulla a che vedere con problemi legati alla fame. E’ solo un modo per estorcere soldi, che verranno usati per tutto e di più, ma non certamente per acquistare cibo. Dico questo, per un episodio che mi ha visto testimone di un fatto veramente assurdo. In via Paolo Sarpi all’angolo con via Bramante, per un periodo di circa tre mesi, una zingara ha pensato bene di soggiornare in pianta stabile dalle prime ore della mattina, fino al tardo pomeriggio. Dal lunedì alla domenica, l’angolo era riservato all’accattonaggio. Dalle finestre di casa mia, la vedevo molto spesso e un giorno mi sono fatto una domanda. Ma questa donna, finito di “lavorare” dove andrà ? la mia curiosità, mi ha spinto a seguire quella persona. L’orario di chiusura della bottega, era sempre la stessa e coincideva con la chiusura dei negozi. Una sera l’ho seguita a piedi fino a Piazza Lega Lombarda, distante poche decine di metri e la mia curiosità (ormai trasformata in stupore) mi ha lasciato di stucco. Arrivata al punto d’incontro è salita su una fiammante Mercedes, condotta da uno zingaro e da altre tre donne. Parlando con persone del quartiere, mi è stato riferito che di macchine ne arrivano di diverse ogni sera. Per intenderci, tutte macchine di un certo valore. Che nessuno mi venga a dire che questo personaggio, cercasse soldi per mangiare. Sarebbe un insulto alla mia intelligenza. Purtroppo le nostre città sono piene di persone del genere. Ci sarà anche la persona che ha fame, ma credo che la maggior parte di loro, viva per fregare la gente. E su questo, sono pronto a scommetterci sopra. La cosa peggiore è sapere che più andremo avanti, peggio sarà. Loro fanno parte della categoria degli “Intoccabili”. Se li tocchi, sei un Fascista. Buona serata.
    Cordialmente.

  2. veramente preciso e circostanziato , e rispecchia perfettamente quello che succede e quello che succederà, tenetelo nel cassetto perché a breve potrete scrivere , LO SAPEVAMO GIA’
    Michele

  3. Il fenomeno è dilagante, io abito in una piccola città ma ci sono persone che chiedono l’elemosina OVUNQUE, non sei libera di andare al supermercato senza essere apostrofata da uno di questi dopo un pò scatta il fastidio.
    Secondo me non si indaga perchè parte tutto dai ROM, un giorno che ero particolarmente senza soldi (appartengo alla schiera di persone che pur lavorando a tempo pieno fatica ad arrivare a fine mese) ho detto al solito nero che dall’indomani mi mettevo al suo posto e dopo qualche minuto sono stata affiancata da un’auto piena di zingari che mi hanno consigliata di farmi i ‘c…i’ miei.
    E’ scandaloso che nelle amministrazioni si faccia finta di niente, addirittura gli stupri vengono messi a tacere se ad effettuarli sono di questi personaggi. La ringrazio di aver sollevato il problema, cordiali saluti.

  4. Scusi, mi spieghi perchè le autorità comunali dovvrebbero staccare pattuglie contro il racket dell’accattonaggio? Lo considerano una fatica inutile, poichè tanto lo stipendio il 27 del mese lo prendono lo stesso!! L’ultima volta che ho vsto un “gisa” nellamia zona è stato circa 3 anni fa.
    g.p.

  5. Buonasera
    @ giorgio pozzixi
    La polizia comunale (i così detti ghisa) difficilmente li troverà a contrastare l’accattonaggio. E le spiego il perchè. Un clandestino, non ha nulla da perdere e usare violenza contro un ghisa è per lui una cosa normale. Nel peggiore delle ipotesi, finirà un paio di giorni al fresco, nutrito e rifocillato. Dopo di che, ritornerà a fare quello che ha sempre fatto. Non voglio prendere le difese dei ghisa, ma posso immaginare a cosa andrebbero incontro se usassero le maniere forti contro questi parassiti. Sono certo che sarebbero costretti a rassegnare le proprie dimissioni. Tutti i Comuni devono fare cassa e questo è un dato di fatto. E qui, succede la metamorfosi dei ghisa. La loro prepotenza nei confronti di noi comuni mortali, diventa evidente. Se hai qualche cosa da perdere, usare violenza contro un tutore della legge, comporta una montagna di guai. La maggior parte di noi, paga e tace. Ma i veri responsabili di tutto questo, non sono i ghisa. Dobbiamo guardare a monte. Sindaci e assessori, sono i veri responsabili. Parassiti che insegnano a vivere alle spalle dei propri cittadini. Cittadini usti come galline dalle uova d’oro. Strisce blu, gialle, euro 4-5-6, tutte regole che siamo quotidianamente costretti a rispettare. Ma il clandestino che orina contro il muro di un abitazione, quello la deve passare liscia perchè fa parte del folclore della città. Quello che serve è una cosa sola. Il bastone e la carota. Se ti comporti bene, avrai dei privilegi, in caso contrario dovrai ricorrere al Pronto Soccorso. Nei casi più efferati, al cimitero. Questa è giustizia. Buona serata.
    Cordialmente.

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