MELONI E SALVINI, ATTENTI A QUEI DUE

Alzi la mano chi pensa che Giorgia Meloni riuscirà a farsi eleggere sindaco di Roma: seconMELONI SALVINIdo me non lo pensa neppure lei e meno di tutti lo pensa quel Matteo Salvini che tanto ha fatto per convincerla  a candidarsi. Certamente, invece, questa bella pensata dei leader di Fratelli d’Italia e della Lega Nord riuscirà a creare dei problemi alla corsa verso il Campidoglio di Guido Bertolaso, il candidato “ufficiale” e inizialmente condiviso del centrodestra.  E poi, per un perverso effetto domino, anche a quella di Stefano Parisi vero Palazzo Marino. 

E allora perché questa mossa tanto incomprensibile da sembrare irrazionale e autolesionista? Una delle opinioni più diffuse è che così i due birichini della destra abbiano voluto iniziare una marcia per la conquista del centrodestra. Nessuno dei due se la sente di sfidare apertamente la leaderschip di Berlusconi: sanno che tutti quelli che ci hanno provato sono finiti male e poi forse in loro rimane ancora un po’ di riconoscenza e di rispetto per l’uomo che ha di fatto fondato il centrodestra italiano e lo ha portato al governo del Paese.

E’ probabile, invece, che essi pensino così di mettere mano a un’alleanza di destra di stampo lepenista cominciando provarla sul campo con queste elezioni amministrative – non importa vincere, per ora basta contarsi. Se l’esito dovesse essere soddisfacente, questa nuova formazione potrebbe poi  muovere alla conquista dell’egemonia di una futura e diversa coalizione di centrodestra.

Fantasie? Può darsi. Ma in fondo Giorgia e Matteo sono giovani e possono permettersi di fare progetti a medio termine. Ciò che invece proprio non possono permettersi è di dare una mano al Movimento 5 Stelle di conquistare Roma e al centrosinistra di riprendersi Milano. Eventualità concreta per effetto della loro spericolata e avventata iniziativa.

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Una risposta a “MELONI E SALVINI, ATTENTI A QUEI DUE

  1. E’ evidente che sono due le destre che stanno emergendo e le divisioni fra Salvini e Meloni e Berlusconi sono chiare ,lo si è visto nella manifestazione di Bologna dove Berlusconi decise all’ultimo momento di partecipare e già lì senza tanti giri di parole fece capire che avrebbe guidato lui il C-destra ricevendo la sorpresa iniziale del pubblico ma poi una ilarità diffusa . Berlusconi vuole ricompattare ma sono forzature inutili , lui è un DC di fatto . E’ stato trombato dal PPE e lui che fa, riporta FI nel PPE . Non si conosce ancora la politica di FI dsl novembre 2011 quando insipiegabilmente lui senza resistere se ne fregò di 13 milioni di voti e senza dire nulla consegno la campanella a Monti . Poi con un atto lucido lasciò lavorare Toti in Liguria e risultati si sono visti , perchè non ha fatto questo per Torino,Milano e Roma ? Salvini e la Meloni dietro guardano avanti oltre Berlusconi e il PPE , soprattutto osservando con attenzione non solo la Le Pen ma pure Boris Johnson , per dire che non basta più la figura carismatica di Berlusconi il cui Ego corre il rischio di velocizzare la sua uscita dalla politica italiana e non il contrario.

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