Balzani arma totale di Pisapia

PISAPIA BALZANI

Da qualche tempo ogni mossa, ogni iniziativa di Francesca Balzani sembra avere, aldilà della dichiarazioni ufficiali, una sola motivazione reale e non esplicita: creare problemi alla candidatura di Giuseppe Sala a sindaco di Milano.

E il manovratore neppure tanto occulto di questa operazione altri non è che il sindaco uscente Giuliano Pisapia. Il quale prima ha creato le condizioni per spingere alle dimissioni il suo vice Ada Lucia De Cesaris, troppo spigolosa e indocile, mettendo quindi al suo posto la prediletta e fedelissima Balzani, per buttarla poi a sorpresa contro Sala nella mischia delle primarie – con l’entusiastico consenso, se non con il suggerimento dei salotti frequentati da Gad Lerner e Piero Bassetti. Come dire: “L’uomo di Expo – evento che io non volevo, che detestavo e che ho dovuto subire – sarà pure il candidato del Pd, azionista di maggioranza della coalizione che mi portato a Palazzo Marino, ma non è il mio (il nostro) candidato, perché non è abbastanza di sinistra – anzi, forse non lo è per niente – e non è un mio uomo. E poi, massima colpa è il candidato voluto dal destato presidente del Consiglio Matteo Renzi. La mia (la nostra) candidata, perciò, è Balzani, la quale, anche se perderà le primarie creerà certo dei problemi al vincitore che con lei dovrà fare i conti”. Infatti la vicesindaca uscente perde onorevolmente, col 34%, mettendo così una seria ipoteca sulla posizione di vicesindaca rientrante, forte dell’appoggio non solo di Pisapia, di molti suoi assessori e dei soliti salotti, ma anche della sinistra del Pd e della sinistra a sinistra del Pd. Ma Sala non ci sente, non ha nessun voglia di essere commissariato da Pisapia per tramite di Balzani. I cui sostenitori, perciò, per forzare la trattativa prendono  sventolare il drappo rosso di una possibile candidatura – evidentemente sorretta dalla sinistra contro Sala – dell’ex pm di Mani Pulite Gherardo Colombo, anch’egli frequentatore dei soliti salotti e in ottimi rapporti  Pispia, probabile ideatore della sua candidatura. A questo punto Balzani fa sapere che non capeggerà la prevista (e promessa) lista di sinistra a sostegno di Sala.

Colombo ieri ha rinunciato ma far circolare il suo nome  è comunque bastato a inasprire ulteriormente i rapporti nell’area che dovrebbe (e mai come in questo caso s’impone il condizionale) sostenere Sala. Il quale ormai è comprensibilmente furibondo e impiega tutto il suo tempo a cercvare di tenere insieme i pezzi della sua sgangherata e litigiosa maggioranza potenziale,  invece di occuparsi, come sarebbe più opportuno e serio, del programma da presentare agli elettori milanesi, per ora oggetto solo di idee sparse, illazioni, fantasie e suggerimenti.

A questo punto il piccolo capolavoro di Pisapia è quasi compiuto. È riuscito dividere la sinistra – operazione che, per la verità, di solito non richiede un grande impegno – e ha messo Sala nelle migliori condizioni per perdere la partita. Anche perché non è affatto escluso che con il ritiro di Colombo si prospetti un’altra candidatura di sinistra – e perché no la stessa Balzani? La quale dopo aver abbandonato la lista pro-Sala, sta evidentemente riflettendo su cosa fare da grande, su come evitare il rischio di restare col cerino acceso fra le dita.

Vedremo cosa le consiglierà Pisapia, il cui principale impegno, comunque, resta quello di portare Sala dritto dritto verso il baratro alla sconfitta elettorale, in modo da far male così anche al detestato Renzi. E finora, dobbiamo ammetterlo, ha fatto un buon lavoro.

(Mio articolo per Il Giornale dell’11 marzo)

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