PARLIAMO DI BAMBINI

Scusate il ritardo. O, se preferite, a volte ritornano.

Se anche uno solo di voi ha notato (ma non credo proprio) la mia imperdonabilmente lunga assenza – dovuta a un micidiale mix fra altri impegni, distrazione e pigrizia – ho il dovere di scusarmi e di riprendere al più presto ad alimentare questo blog, cercando di farlo, stavolta, in forma più anarchica e arbitraria e disordinata: meno vincolata. cioè, all’attualità e alle urgenze della cronaca.

E magari, se necessario, passando di palla in frasca. Per esempio…

Per esempio siamo proprio sicuri che in Italia non si facciano più figli perché le strutture sociali e le condizioni economiche non lo consentono? Perché non ci sono asili nido, perché le retribuzioni, soprattutto quelle delle donne, sono troppo basse, perché i tempi e i ritmi del lavoro non permettono di dedicarsi abbastanza ai figli, perché i nonni non sono più disponibili come una volta. perché… eccetera.

No, non siamo sicuri. Giacché se proprio si vuole un figlio – anzi, non solo uno, questo è il nostro problema, con un solo figlio per coppia, anzi per donna, la popolazione è destinata alla decrescita continua, salvo il contributo demografico dell’immigrazione, che, com’è inevitabile, comporta anche qualche problemuccio – se proprio si vuole un figlio, dicevo, ci si adatta anche a risolvere problemi gravi o presunti tali.

Come accadeva fino ad una generazione fa, quando le condizioni economiche e le strutture sociali non erano certo più favorevoli ma i bebè arrivavano lo stesso.

O come sta dimostrando la snervante battaglia parlamentare di questi giorni per la legge Cirinnà sulle coppie di fatto e sulla connessa (chissà perché) stepchild adoption (ma perché in inglese, accidenti, perchè in inglese?!) che prevede l’impiego di metodi artificiosi e discutibili per consentire a coppie omosessuali di avere (non di fare, di avere) dei figli.

Sembra che loro i problemi sociali ed economici non se li pongano.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

2 risposte a “PARLIAMO DI BAMBINI

  1. Concordo.
    Il tema è sempre quanto siamo disposti a dare invece che a ricevere, e nel caso dei figli si dà e basta. Mi piacerebbe tuttavia poter fare un po’ il punto anche sull’altra “coda” della nostra esistenza, cioè gli anziani. Si parla tanto di minori in questo periodo, ma riguardo a come gestire una popolazione sempre più vecchia si dice poco, quasi nulla.
    Aspetto sue considerazioni…

  2. Giusto. Il fatto è che mentre avere o non avere un figlio è, comunque, una nostra scelta, gli anziani, invece, ce li troviamo già lì belli e pronti, verso di loro abbiamo solo doveri e sappiamo che non ci procurano nessuna delle gratificazioni che invece ci aspettiamo (ci illudiamo) di avere dai figli. Insomma, in fondo è una questione di egoismo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *