LA PRIMA TRATTATIVA STATO-MAFIA

Un contatto o una relazione, insomma una trattativa fra lo Stato (o meglio, una sua struttura) e un’organizzazione criminale, ad esempio la mafia, non sempre è una situazione esecrabile. So che, ad esempio, i magistrati palermitani che hanno allestito il famosissimo processo sulla cosiddetta “trattativa Stato-mafia” (alla quale io non credo) la pensano diversamente, come molti giornalisti loro supporter. Ma la storia che racconto nel mio ultimo libro, “LA PRIMA TRATTATIVA STATO-MAFIA. Lucky Luciano e gli Stati Uniti 1942-1946”, dimostra che le cose non sempre stanno necessariamente così.

A volte da quella perversa relazione, anzi, le due parti possono ricavare grandi vantaggi  (e magari, di conseguenza, con gravi danni per terzi) quando a imporla è una superiore motivazione, come la “ragion di Stato”, in particolare in guerra. Nel libro racconto infatti la vicenda della collaborazione chiesta nel ’42  dai servizi segreti della marina degli Stati Uniti, appena entrati in guerra, a Lucky Luciano. Il boss dei boss era in carcere (carcere durissimo) da cinque anni ma manteneva il comando sulla mafia di New York. E quindi del porto di New York, completamente controllato, attraverso i sindacati dei portuali, dall’organizzazione criminale. Quel grandissimo scalo era infestato di informatori delle marine tedesca e italiana che potevano così affondare quasi tutti i mercantili americani che portavano armi e rifornimenti in Europa. Situazione alla quale l l’intervento decisivo di Luciano mise fine.

La collaborazione continuò per preparare lo sbarco alleato in Sicilia, grazie ai rapporti, allora particolarmente stretti, fra la mafia siciliana e quella americana ancora di prima generazione  – Luciano era nato in Sicilia ed emigrato negli Stai Uniti quando aveva 10 anni. Il boss fu ricompensato con la liberazione e il “rimpatrio” in Italia come “indesiderato”. La mafia, che era stata messa a dormire dalla violenta repressione importa dal fascismo con l’azione del prefetto Mori, si risvegliò più forte e più moderna. Ma dal rapporto con Lucky Luciano la marina americana e quindi gli Stati Uniti ricavarono il massimo beneficio.

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2 risposte a “LA PRIMA TRATTATIVA STATO-MAFIA

  1. Buonasera.
    Stato-Mafia, un connubio che da sempre è radicato in questo paese e se analizziamo come questo sistema politico-mafioso è ancora vivo e ogni giorno, assuma proporzioni sempre più importanti, dovremmo capire come non si voglia cambiare le cose e per molti politici, questo sia un trampolino di lancio per arrivare ai posti di potere. Come tutti noi sappiamo, la Mafia è presente quasi ovunque
    e il fatto che, prediliga in modo ossessionante, manipolare la politica è senza dubbio un fatto che, ci
    dovrebbe far riflettere. La stessa, non è invincibile, quello che manca è la voglia di contrastarla e annientarla definitivamente. Perchè alla maggior parte dei poteri forti, la stessa fa comodo e l’omertà che la contraddistingue è ormai collaudata. Da sempre. Dove esistono interessi milionari, la Mafia è presente. L’Expo ne è la prova tangibile. Fino a qualche anno fa, la Mafia era un problema del sud Italia ma, ora è una realtà che ha colpito l’intera penisola e guarda caso, Milano è una delle città più colpite. Chissà come mai ? pensare che un giorno, la Mafia prenderà il posto dello Stato, non è sicuramente fantascienza e credo che questo momento, non sia così lontano. Ma non dobbiamo scandalizzarci più di tanto, siamo tutti un po mafiosi e spesso il nostro comportamento è molto simile al loro. Ogni favore che facciamo, ci deve essere un tornaconto.
    Cordialmente.

  2. questo dimostra che si inseguono farfalle sperperando soldi della gente o peggio inseguendo come al solito oscuri ma non troppo fini politici non vogliono capire che il popolo italiano non crede piu alle favole di cappuccetto rosso e basta uffa una volta per tutte

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