NON TRATTATE L’ECONOMIA COME SE FOSSE UNA SCENZA ESATTA

“La mancata crescita prende in contropiede gli economisti”, era il titolo di un articolo del bravo Dario Di Vico sul Corriere della Sera di venerdì 16 maggio. Un articolo a corredo della notizia – ampiamente trattata sul quotidiano di via Solferino – del deludente e inatteso ritorno del segno meno davanti alla variazione del prodotto interno lordo, il famoso Pil. Siccome non è la prima volta, già da qualche anno, anzi è fin troppo frequente che gli economisti vengano “presi in contropiede”, forse è il caso che si pongano qualche impietosa domanda sulla loro funzione

 Ma anche analisti, commentatori giornalisti dovrebbero ripensare il loro rapporto con gli economisti, cominciando a chiedersi se sia giusto, e soprattutto utile, interrogarli sulle prospettive, sull’andamento, insomma sul futuro dell’economia. D’altra parte proprio loro, gli economisti, sanno meglio di chiunque altro che, essendo sostanzialmente una scienza umana e non una scienza esattta, anche se fa largo uso di scienze esatte come la matematica e la statistica, l’economia è, come tutte le cose umane, fortemente condizionata dall’imprevedibilità, dall’emotività, dalle passioni, dal caso, dagli impulsi irrazionali, e da tutto quanto fa – per fortuna! – dell’uomo qualcosa di diverso da una macchina.

Gli economisti questo lo sanno benissimo ma si adattano – forse anche perché lautamente remunerati – ad azzardare previsioni sulla base di calcoli e ragionamenti geometricamente conseguenziali, come se la loro, insomma, fosse una scienza esatta. Dovrebbero invece adattarsi a recuperare pienamente il carattere di opinabilità e di incertezza della loro disciplina, della loro scienza umana. Fare, ad esempio, come fanno gli storici o gli stessi sociologi (categorie molto “imparentate” con gli economisti), i quali si guardano bene da fare previsioni ma si limitano, più modestamente ma molto più efficacemente a cercare di spiegare quello che è già accaduto, perché è accaduto. Il che può essere anche di una certa utilità guardando al futuro, a patto, però, di non considerare queste spiegazioni delle previsioni. Ed è anche possibile che, adattandosi a questo carattere meno “esatto” della loro scienza, gli economisti si divertano di più.   

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Una risposta a “NON TRATTATE L’ECONOMIA COME SE FOSSE UNA SCENZA ESATTA

  1. Ora come ora sull’economia dobbiamo solo dire che è controllata da qualcuno o da chì vorrebbe tenere la leadership mondiale e il controllo monetario dunque questa non è economia ma egemonia che è molto differente.Ma quando questi personaggi avranno il controllo di tutto e vorranno ancora di più……………………………….che succederà?.

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