TRISTE STORIA DI AMORE, MALDIVE E FISCO

Vi racconto una storia. C’era una volta Mario Rossi, bravo e stimato lavoratore dipendente cinquantenne, sposato da quasi 25 anni con Maria, casalinga. Lui guadagnava 2100 euro netti al mese, ma da anni ogni mese metteva segretamente da parte 50 euro perché aveva progettato di festeggiare i 25 anni di matrimonio regalando alla sua amata Maria una vacanza costosa ma che lei sognava da tempo, un viaggio alle Maldive. Finalmente quel giorno arrivò, lui aveva accantonato quanto bastava per regalare a sua moglie quella vacanza di sogno, per la quale non badò a spese. Se ne andarono così i 5.500 euro che aveva risparmiato. Ma non aveva fatto i conti col Fisco.

L’Agenzia delle entrate, infatti, dopo qualche mese rilevò, come prevedono le nuove norme, questa improvvisa spesa di Mario Rossi, superiore ai 3.600 euro fissati come soglia oltre la quale il Fisco deve controllare la congruità con quanto il contribuente guadagna. In altre parole: “Come fa Mario Rossi – si chiedono gli occhiuti uomini di Attilio Befera – con i suoi 2.100 euro al mese a portare Maria alle Maldive, spendendo ben 5.500 euro? C’è qualcosa che non va, quel Rossi non ce la racconta giusta. Andiamo a vedere”. Andarono a vedere e per il povero Mario, un lavoratore dipendente, stipendio fisso, nessun altro reddito e un ineccepibile 740, cominciarono settimane d’inferno: quelli proprio alla storia dei lunghi mesi, anni di risparmi non volevano credere. Rovistarono dappertutto, in casa e sul posto di lavoro. Marcarono stretto anche l’inconsapevole e terrorizzata Maria, sospettando che potesse essere lei la fonte di un altro reddito tutto in nero. Naturalmente i vicini e i colleghi cominciarono a girare alla larga da Mario, molti smisero di salutarlo. La cosa andò avanti per settimane, finchè anche i datori di lavoro si convinsero che Rossi aveva qualcosa da nascondere e lo licenziarono. Alla fine gli uomini di Befera dovettero far finta di convincersi della versione del povero Mario e lo lasciarono in pace. Ma intanto la sua vita era rovinata, senza lavoro senza amici evitato dai vicini, per farsi riassumere dovette fare causa all’azienda, ma il clima sul posto di lavoro non fu più lo stesso. Storia vera? Storia inventata ma istruttiva? Decidete voi.  

 

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

22 risposte a “TRISTE STORIA DI AMORE, MALDIVE E FISCO

  1. Una notizia del genere, senza alcun riferimento alla realtà, è una non notizia.
    Il fatto che vicini ed amici si allontanino perchè sospettato di essere un evasore fiscale sarebbe plausibile in Danimarca ma non di certo in Italia dove si spalancherebbero persino le porte del Grande Fratello.

  2. Ma se prendeva il fucile e faceva fuori quei bastradi che gli giravano intorno ????? Dobbiamo arrivare alle armi e togliere di mezzo tutti quegli stronzi che sono a roma …. Se non si fa piazza pulita di tutti non si riprende

  3. Perché si dice che dovettero fare “finta” di convincersi della versione del povero Mario?. Le loro “regole di ingaggio” non prevedono di scoprire una verità diversa dalla loro ipotesi di partenza?.

  4. Oppure, aggiungo io, se potete cambiate paese che è meglio.
    Per vostra informazione ho portato 1300 euro di monetine in banca. La solerte impiegata mi ha chiesto, essendo in contanti, che origine esse avessero; quasi vergognandomi di possedere un “porcellino” di terracotta dove vuoto le tasche tutti i giorni gli ho detto che scrivessero che le ho rubate in chiesa.
    Siamo un paese di ladri (i politici ed i burocrati per primi, ma non tralescerei ampia parte gli statali…), buffoni e quaraqquaqquà con spiccata tendenza mafiosa (senza tuttavia avere il coraggio di imbracciare una lupara, …..si sa mai che ci sparino per primi gli altri!!). I delinquenti dichiarati, in un paese vessatorio che è forte con i deboli e codardo con i forti, hanno maggiore dignità dei vari “befera & scagnozzi”.
    Che tristezza…….

  5. “Il tuo commento è in attesa di moderazione” …Ma quale moderazione?? Avete anche voi paura di dire la verità che ferisce, offende ed umilia tutta l’italietta?? Se mi doveste censurare perchè ho detto la sola verità perderete anche la vostra dignità. Comunque grazie per aver scritto questa , diciamo cosi’, “novella”. Purtroppo non la prima e nemmeno l’ultima.

  6. Io direi subito povero marco hai scelto il paese sbagliato,in italia chì può fare queste cose o è in politica e son tranquillamente tutti lo fanno perché tanto ci son leggi fatte ad personam punto e basta!.Oggi essere onesto in italia è sinonimo di povertà che giorno dopo giorno ti toglie tutto e invece di premiarti,quando guadagni qualcosa onestamente arriva l’agenzia delle entrate che ti spulcia fino all’osso e trova sia che ci sia o nò………………………………….ti bastona!,con modi più o meno discutibili.Domandatevi del perché quando escono vanno da chìì possono andare ed invece non vengono mai toccati i veri poteri forti?………………………….ma è logico,ove debbano uscire dai forti arriva una fantomatica chiamata con cui si possa far sparire tutto…………………………..la domanda vien spontanea;ma da dove parte questa chiamata è?,pensateci!.

  7. La storia è palesemente falsa. Il controllo sopra i 3.600 euro di cui parla (spesometro)si deve riferire ad una vendita a soggetti privati in esercizi commerciali (scontrini o ricevute fiscali), e non scatta in automatico per ogni spesa che uno sostiene. Inoltre, dal momento che uno dichiara esclusivamente redditi da lavoro dipendente, non esiste presunzione di reato di evasione, a meno che questo non possienda beni di extra lusso in quantità esagerate!
    Non lo scrivo per difendere l’Agenzia delle Entrate (me ne guardo bene!), ma perchè non mi sembra giusto che in un clima già così teso per tutti noi si fomentino gli animi e si crei un terrore a spendere del tutto ingiustificato per noi persone normali.

    • A comprare è un soggetto privato: il tour operator vende a Rossi. In questo paese la presunzione d’innocenza è spesso accantonata, Rossi deve dimostrare di essere SOLO un lavoratore dipendente e di NON avere altre attività, magari in nero. Perciò, gi accertamenti.

  8. Grazie per avermi pubblicato integralmente. Non me ne vogliano quegli statali bravi (e ce ne sono tanti…) che per colpa di un certo “andazzo” ci vanno di mezzo nel sentimento comune. Purtroppo la gramigna nasconde troppo spesso l’erbetta verde…

  9. A mio parere, se un vicino non si accosta più a te, non è per il sospetto che tu possa evadere il fisco o meno, è solo perché è spaventato dal fatto che le indagini possano essere estese anche alla sua persona, gli italiani sono evasori provetti e non si sentono certo criminali nel farlo. Non penso, inoltre che l’Agenzia delle Entrate abbia uomini e tempo per sorvegliare un Mario qualunque per dei mesi, rischiando altresì di beccarsi una denuncia di abuso di potere (anche se le autorità non la raccolgono, i dirigenti del fisco italiano, vivono ed hanno un lavoro grazie all’immagine che viene fornita all’esterno, e ci sono sempre i mezzi di comunicazione che possono scatenare l’interesse della massa e quindi indurre indagini più approfondite da parte dei superiori di questi ultimi), nonché una richiesta di danni etc…poi nella vita…Un azienda non può licenziarti, se non per giusta causa, se hai un contratto a tempo, non può spostarti di mansioni od in altri sedi se non previa tua autorizzazione ed anche in questo caso è difficile ravvisare la giusta causa, non sicuramente se l’Agenzia delle Entrate ti sottopone ad indagine fiscale, in quanto così come recita la Costituzione, ed il codice, una persona resta innocente sino a prova contraria, ovvero, resta innocente sino all’emissione di una sentenza motivata, nei 3 gradi di giudizio, che condanni lo stesso ad una pena qualsiasi. Ora anche il Fisco stesso non può debordare i paletti dei diritti del cittadino, per conoscerli basta prendere il codice in mano e vedere quali sono inalienabili e se, viceversa, dovesse superare il perimetro, dovrebbe anche essere in grado di giustificare innanzi ad un tribunale ovvero innanzi alla carta stampata. Quindi se l’Azienda dove lavori ti licenzia perché sei sottoposto ad indagine conoscitiva, la stessa sarà costretta a reintegrarti ed a commisurarti le mensilità dovute e non corrisposte, ovvero, potrai anche decidere di non accettare il reintegro e farti saldare. Certo che Mario fa benissimo ad intentare causa all’azienda, personalmente non mi limiterei a fare solo quello, farei uno di quei casini…che i dirigenti dell’Agenzia delle Entrate mi ricorderebbero sino a quando campano, e poi cercherei di andarmene il più distante possibile da un paese che premia solo i delinquenti veri, quelli che ammazzano, derubano il prossimo di migliaia di euro, che truffano e delinquono, con l’autorizzazione di un marchio o di una sigla aziendale qualsiasi, ma ai quali nessuno fa nulla. Personalmente, non vorrei deludere il Fisco italiano, ma se avessi la disponibilità di molti soldi, non solo li porterei dritto in Svizzera od a Montecarlo, ma li seguirei pure per godermeli alla faccia di tutti quei buonisti e finti onesti che prendono in giro, un fisco che poi perseguita anziani, operai, impiegati e lascia stare artigiani, professionisti etc.

  10. Volevo anche aggiungere una cosa, leggendo i commenti, le impiegate delle banche che chiedono rendiconti della provenienza del denaro, non fanno nulla di male, fanno ciò che la legge chiede loro di fare. In un paese dove, il riciclaggio di denaro sporco non è cosa così inusuale, non è nemmeno sbagliato che lo Stato cerchi di prevenire un crimine, di qualsiasi natura ed entità sia, facendo controlli certosini sulla provenienza dello stesso, tanto la criminalità troverà sempre e comunque il modo di riciclare soldi sporchi, sono criminali, ma non sono scemi. Alla fine, lo scopo che si raggiunge è solo quello di aumentare la burocrazia, i tempi di attesa etc, ma non debelli certamente il crimine dietro alla cosa. Una cosa grave imputabile ad un impiegata di banca è lasciare la propria postazione incustodita con i tuoi dati anagrafici e la tua firma in bella mostra in un open space. Viceversa, la panacea di tutti i mali, secondo me, sarebbe quella di introdurre pagamenti solo tramite carta elettronica, ed eliminare totalmente i contanti in ogni transazione, pagamenti sempre tracciabili, sicura provenienza, annullamento costi di emissione banconote e monete. Che poi questo sia un paese dove lo stato mostra i muscoli ai deboli, e cala i pantaloni ai potenti è risaputo, non c’è nulla di nuovo a tale proposito, oppure, come dico sempre io, se sanno che spari, ti stanno distante, se sanno che sei innocuo cercano di costringerti a sparare e se non ci riescono, dopo molti anni, ti dicono che dovevano essere certi della cosa…dopo molti anni…dopo avere speso risorse, tempo, fatica e probabilmente anche danneggiato irrimediabilmente una persona. Ma si sa, questa è l’Italia delle persone oneste.

  11. andate tutti a fanculo bastardi unpovero disgraziato per fare una sorprea a sua moglie ci ha messo 25 anni e voi lo volete inculare.Allora a Berlusconi cosa dovete fare.Bastadi!Bastardi!.Solo in Italia succedono queste cose.

    • Ma forse questa storia me la sono inventata per mostrare le possibili conseguenze di certi provvedimenti presi in nome di un nuovo idolo, “La Lotta all’Evasione Fiscale”

    • Ma forse questa storia me la sono inventata per mostrare le possibili paradossali conseguenze di un modo vessatorio di condurre la lotta all’evasione fiscale.

  12. storia che se anche inventata può essere realtà di tutti i giorni e capitare a chiunque di noi abitanti in Italia.
    se capitasse a me, bè intanto smaltisco gli amici e le conoscenze ” interessate” e questa è una fortuna, per il resto facciano loro, quando sarebbe tutto finito proverei a chiedere i danni e chiederei asilo politico , come persequitato di stato, ad un paese estero.Grazie patria mia per far rimanere nel tuo seno le persone serie e far scappare da te i reietti.

  13. poi c’è chi vorrebbe denunciare queste persone che hanno rubato ed ancora rubano, ma non lo fanno xchè occorre esporsi e quindi rischiare ritorsioni da questa gentaglia… questa è l’Italia…e questo è il motivo xchè in questo paese non funziona nulla.

  14. Purtroppo potrebbe accadere benissimo, ma lo fanno solo per buttar fumo negli occhi dell’italiano invidioso di chi ha di più. Io ho un amico che fuma oltre 4.000,00 eruo l’anno di sigarette(fuma oltre 2 pacchetti al giorno) eppure nessuno lo controlla perchè sono soldi che vanno al monopolio, e poi quanti giocano alle slot machine ben più di 3.600 euro l’anno? anche li nessun controllo perchè le slot sono in mano agli ammici degli amici che poi finanziano le associazioni dei politici. Il brutto è che il popolo italiano, invidioso per natura di chi ha qualcosa in più, abbocca a queste favole che servono a combattere l’evasione. Se evasione c’è sbattete in galera l’evasore, ma portate le prove e non rompete i …….. solo con l’inversione dell’onere della prova. Spendo quello che mi pare fino a quando non mi portate le prove che ho evaso, teoricamente i soldi avrei potuti riceverli in regalo, o avrei potuti anche vincerli al gratta e vinci, se così non fosse VOGLIO le prove. paese ridicolo.

  15. Che i dipendenti non siano evasori è una buffonata. Quanti lavoratori delle FS con incarico da elettricista lavorando per le FS solo mezza giornata l’altra m ezza la passano a lavorare in nero? quanti insegnanti danno le ripetizioni a nero il pomeriggio? Quanti operai di fabbriche di mobili fabbricano mobili a nero per parenti e amici? Ovvio, forse solo l’impiegato non può lavorare a nero, ma tanti altri dipendenti non solo possono ma lo fanno. Oppure voi conoscete un insegnate che da ripetizioni ai vs figli o nipoti che vi rilascia regolare fattura?????
    Finiamola di dire che solo i dipendenti sono onesti e non evadono, perchè tutti quelli che fanno il secondo lavoro lo fanno in NERO!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *