PIU’ TASSE, MENO ENTRATE: COME PREVISTO

E pensare che glielo avevamo detto e ripetuto: basta tasse! Basta soprattutto nell’interesse delle casse statali, perché è noto che oltre un certo limite la pressione fiscale ha un effetto controproducente e recessivo perché frena la crescita. E’ una vecchia e arcinota legge dell’economia classica, oltre che il buon senso, ad affermarlo. Ed è l’esperienza a dimostrarlo. Ed è, infine, quello che purtroppo sta accadendo alla finanza pubblica italiana, che da qualche mese vede diminuire sensibilmente le entrate fiscali. Come era prevedibile e previsto, probabilmente anche da quei geniacci che ci governano, che proprio stupidi non sono. Ma allora perché hanno insistito nello spremerci come limoni secchi? Giacché, com’è noto, sbagliare è umano ma perseverare nell’errore è diabolico. Mi viene in mente la spiegazione più imbarazzante, anzi umiliante per noi poveri cittadini italiani. Si sono comportati così perché: 1) non erano capaci e in grado di fare altro, come, ad esempio rilanciare la crescita e tagliare la spesa pubblica; 2) volevano obbedire il più ottusamente possibile alle disposizioni (vere o presunte) o quanto meno alle aspettative (vere o presunte) dei kapò europei, i quali da anni vanno predicando che tutto si risolve con una austerità feroce e tartassando quegli scialaquatori degli italiani.

E’ arrivato il momento – per la verità era arrivato già molto tempo fa – che il governo di Roma dica chiaro e tondo a Bruxelles ( e a Francoforte e a Berlino) che così non si può andare avanti, perché così non si esce dalla crisi ma vi si affonda fino a morirci. Che così non si fa il bene dell’Italia ma solo le fortune elettorali della signora Merkel che asseconda gli impulsi più egoistici del suo elettorato.

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