IL PROFILO BASSISSIMO DI PISAPIA

di Carlo Maria Lomartire
(Da IL GIORNALE del 19 novembre 2013)

“Farò il Salone dell’auto a Milano”, ha annunciato ufficialmente qualche giorno fa un coraggioso imprenditore del settore fieristico, Alfredo Cazzola, l’inventore del Motorshow. Inevitabili e previste le reazioni del sindaco di Bologna Virginio Merola e di quello di Torino Piero Fassino. Infatti la patria del Motorshow, sospeso dopo una lunga agonia, sogna di recuperare in qualche forma quella grande star espositiva decaduta e pensionata: Merola minaccia addirittura di rivolgersi al governo. Da parte sua la città della Fiat (una Fiat sempre più americana, però) non può rassegnarsi a vedere rinascere altrove un salone che un tempo – molto tempo fa – era suo. E come criticare i due sindaci?
Ricordando loro cos’è la concorrenza e che oggi la competizione economica avviene tra le grandi aree urbane? Inutile, sono due sindaci di sinistra. Che comunque hanno il diritto-dovere di tutelare l’immagine e il ruolo delle rispettive città. Cazzola sospetta che la momentanea rinuncia della Fiat a partecipare al Salone milanese possa essere “figlia di quelle pressioni”, le pressioni, cioè, di Fassino e di altri ambienti torinesi (oltre che del crescente fastidio del Lingotto per le cose italiane). Possibile, ma ognuno si occupa legittimamente del proprio orticello e non è prudente dare la vicenda per conclusa con la vittoria di Milano. Fassino e Merola, dunque fanno il loro mestiere. Diversamente da Giuliano Pisapia. Il sindaco di Milano, infatti, sembra che non ami battersi per la sua città. Ha dovuto accodarsi, molto malvolentieri, alla richiesta formulata dal presidente della Regione Maroni di portare a Milano le Olimpiadi del 2024. Una richiesta, com’è noto, in concorrenza con quella analoga di Roma.

 Ma a Pisapia non piace litigare con i sindaci compagni – fosse per lui, anzi, rinuncerebbe al Salone dell’auto e infatti non ha replicato a Merola e a Fassino. Perciò fin dall’inizio, dopo aver mandato giù il rospo di una richiesta che non è sua e non condivide, ha cominciato prima a lanciare messaggi del tipo “dai, non litighiamo, mettiemoci insieme”, proponendo un’impossibile edizione dei Giochi divisa fra Roma e Milano, fingendo di ignorare che il Comitato olimpico internazionale ha detto diverse volte che le Olimpiadi devono avere per sede una città e una sola, com’era per Olimpia nell’antica Grecia. Poi è passato al baratto: lasciamo le Olimpiadi a Roma in cambio di una Città dello Sport a Milano. Una sorta di risarcimento. Cosicché la spesa, fra impianti milanesi e impianti romani, raddoppierebbe e per di più la realizzazione di nuove strutture sportive a Milano, che ne ha un gran bisogno, sarebbe condizionata ad un successo di Roma, al quale non potrebbe in alcun modo contribuire.

  Non è così che si fa: un sindaco le battaglie per la sua città, se ci crede, le combatte a viso aperto. Se non ci crede lo dice altrettanto apertamente, senza cercare uscite secondarie. Il fatto è che a Pisapia i grandi eventi internazionali per lanciare l’immagine della città non interessano affatto. Tutta la sua politica, a base di biciclette e lotta alle polveri sottili, è fondata su scelte minimaliste, roba da decrescita dolce. E pensare che i suoi accusavano Letizia Moratti e prima Gabriele Albertini di modestia progettuale, di mancare di “grandi disegni”, di non avere “un sogno”. Eppure l’Expo a Milano lo ha portato la Moratti e Albertini ha cambiato lo skyline della città. Cosa lascerà Pisapia?

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2 risposte a “IL PROFILO BASSISSIMO DI PISAPIA

  1. Buonasera.
    Mi chiedo cosa vogliono città come Torino o Bologna. Nessuno e sottolineo nessuno, ha obbligato la
    chiusura del Salone dell’automobile o del Motor show. Se una città come Milano, volesse promuovere
    un iniziativa del genere, vorrei capire il motivo di tanto clamore. La concorrenza, certamente non sleale, non ha mai fatto del male a nessuno e se tale manifestazione sarebbe un successo ? Vorrebbe
    dire che le due città, avrebbero fallito ? Torino e la sua bellissima fiera, se ricordo bene, ha chiuso i
    battenti negli anni della crisi petrolifera e personalmente, dopo averla visitata con mio padre per molti
    anni è stato per me un dispiacere, non poterla più visitare. Per Bologna, il discorso è leggermente diverso, anni di crisi mondiale, economia mai così in basso e giustamente la gente, pensa a cose più
    importanti. L’auto sicuramente passa in secondo piano e la prova evidente è sotto i nostri occhi, le
    vendite sono quasi azzerate. La decisione di chiudere la manifestazione bolognese, rispecchia l’attuale
    situazione del nostro Paese. Siamo alla frutta. Se Milano, vuole accollarsi la responsabilità di riportare
    il mondo automobilistico ai livelli che gli spettano, non vedo proprio cosa ci sia di male. Il rischio sarà
    totalmente a carico della Regione e del Comune. Tutto il resto è solo invidia e commenti da bar.
    Cordialmente.

  2. Buongiorno.
    Che Pisapia sia incapace di guidare una città come Milano è sotto gli occhi di tutti i milanesi e non
    ci vuole di certo un genio per vedere quello che stà combinando. Si è trovato tutto pronto, l’Expo
    l’ha portato a casa la Moratti, la criminalità era sotto controllo e le misure prese dalla signora Letizia
    funzionavano alla grande. Nel giro di pochi mesi, l’Expo è controllato dalla Mafia spa, la criminalità
    stà aumentando a dismisura e Milano stà attraversando il periodo più buio della sua storia. Alla fine,
    tireremo i conti e certamente avremo la più grande disfatta che una metropoli possa sopportare. La
    cosa che il lungimirante sindaco ha fatto è stata, l’aumento indiscriminato delle tasse e si è totalmente
    disinteressato, dei veri problemi della città. La sua priorità è stata quella di dare le case popolari ai
    rom e a personaggi senza nemmeno un regolare permesso di soggiorno e l’impresa non so come, gli
    è riuscita benissimo. Le periferie di Milano, stanno diventando veri e propri, fortini della malavita e
    nessuno dice nulla. Con l’Expo alle porte, ci sarà veramente da ridere, le forze dell’ordine dovranno
    fare tante di quelle ore di straordinari che alla fine, si troveranno in emergenza costante. E Milano farà
    una figura meschina, davanti al mondo intero. Ma questo è solo l’inizio, il bello deve ancora venire.
    Grazie Pisapia, i milanesi sono grati per il tuo interessamento e vedono in te, il sole dell’avvenire.
    Cordialmente.

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