SEMPRE PREDE E MAI PREDATORI

“E’ il mercato, bellezza!” e poi “ormai siamo in Europa” e comunque “i capitali non hanno frontiere”: queste le repliche più scontate e prevedibili alle reazioni di comprensibile frustrazione che stanno suscitando le vendite di Telecom agli spagnoli di Telefonica e di Alitalia ai francesi di Air France. Lasciamo perdere, per ora, le avvilenti considerazioni sulle vicende che hanno portato anche queste due importantissime e strategiche aziende – dopo tante altre – in mano agli stranieri, per quanto europei. Soffermiamoci invece sulle banalità che ho elencato prima. Se le cose stanno davvero in quel modo, perché quando siamo noi italiani a mettere il naso fuori casa ci rimandano indietro con la coda fra le gambe?

Perché, a parte singoli casi strategicamente poco importanti, se tentiamo di comprare un’azienda in Francia o in Germania, in Belgio o in Olanda – il che, per la verità, avviene molto raramente – quasi sempre siamo costretti a rinunciare? Perché nessuno invoca il mercato, l’Europa e l’internazionalità dei capitali a favore di operazioni di acquisizione italiane? Lasciamo perdere singoli casi molto particolari come l’operazione Fiat-Chrysler: qui l’Europa non c’entra, gli Usa sono l’unico mercato veramente aperto e comunque l’operazione è stata fatta in gran parte con i soldi di Washington per salvare la fabbrica americana.
La vera ragione delle nostre sconfitte fuori casa consiste nella capacità degli altri Paesi di fare sistema, di organizzare una difesa e, pur rispettando le regole del mercato e della concorrenza, di riuscire così a rispedire a casa sua lo straniero invasore. Cosa che noi non sappiamo fare, siamo incapaci di fare sistema e qui lo straniero invasore, com’è noto, storicamente si è sempre trovato molto a suo agio. E poi c’è il nostro capitalismo straccione e provinciale, che sa solo incassare ma fa una gran fatica a mettere mano al portafogli, mentre le acquisizioni internazionali si fanno con i soldi veri. I nostri imprenditori, invece, – i grandi imprenditori non i piccoli e medi, eroici e intraprendenti ma non abbastanza forti da cercare prede all’estero – amano rischiare e investire con i soldi dello stato, con trattamenti di favore, con tutele particolari se non in condizioni di monopolio. Privilegi che fuori di casa nostra nessuno è disposto a concedere.
Se questa mentalità non cambia, se non la sapremo cambiare, siamo destinati ad essere sempre prede e mai predatori. E non avremo diritto di lamentarci.

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2 risposte a “SEMPRE PREDE E MAI PREDATORI

  1. Si deovrebbero vergognare….Ora fingono di non sapere e cascano dalle nuvole, la stessa fine toccherà ad Alitalia. Questi tizi (pd pdl) si stanno svendendo l’Italia, ma noi ancora crediamo in loro !!!!

  2. A mio avviso manca un’ulteriore considerazione: in Italia manca una classe dirigente degna di questo nome. professori universitari, dirigenti di grandi aziende, medici ospedalieri sono in tantissimi casi parenti o figli di potentati. Vedo gente valida non fare carriera e gente inetta andare avanti con stipendi da favola. Senza una vera classe dirigente un paese non va da nessuna parte. Il problema della aziende italiane che vanno all’estero è questo: partono con gran fracasso e poi si trovano davanti gente preparata che li mette all’angolo. Da 30 anni ho l’occasione di viaggiare per lavoro e ho visto la differenza fra il ministeriale italiano e quello francese. Aziende tedesche, romene, inglesi etc, che agli incontri internazionali mandano ragazzini di 30 anni mentre per quelle italiane c’è la fila di vecchie volpi che vanno solo per tenere il posto. Ormai è tardi, la situazione non si raddrizza solo desiderandolo.

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