Se siamo in emergenza serve un altro passo

Da mesi ci ripetono allarmati (ma lo sapevamo già per conto nostro) che la situazione è grave. Politici e mezzi di informazione gridano ogni giorno, più volte al giorno che siamo in EMERGENZAPerò poi tutti quelli che devono prendere le decisioni per fronteggiarla, questa emergenza, cioè il governo – anche questo del volenteroso Letta – il parlamento e gli apparati dello stato, si comportano con la consueta macchinosa e tortuosa flemma. Come se il paese si trovasse in una condizione normale. Ma anche in quel caso, quanto tempo sprecato in chiacchiere inutili e alchimie bizantine!

Una situazione di emergenza, invece, richiede adeguati tempi e metodi di decisione e attuazione delle misure necessarie a fronteggiarla, questa benedetta emergenza. In fondo è come se fossimo in guerra: una guerra contro la più grave crisi economica dagli anni ’30 del secolo scorso. D’altra parte la stessa anomala e quasi innaturale maggioranza Pd-Pdl-Sc, questa sorta di grande coalizione all’italiana che sostiene il governo Letta è stata messa insieme (su chiara indicazione del presidente Napolitano) nel nome dell’emergenza. Ma fino ad ora non ha combinato nulla di concreto: tante buone intenzioni, tante dichiarazioni di principio ma fatti concreti zero o quasi. Forse aspettando che la tanto conclamata emergenza passi da sola. Ma non andrà così. Purtroppo.

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6 risposte a “Se siamo in emergenza serve un altro passo

  1. Buongiorno.
    Non dobbiamo più fidarci delle nostre istituzioni, dalle elezioni non si è fatto nulla di concreto
    per dare ossigeno al paese e all’economia.
    Anzi, notizia di qualche giorno fà, l’amministrazione pubblica assumerà molto presto, oltre
    duecento manager da inserire nei loro posti chiave e stiamo parlando di Presidenti, con stipendi
    faraonici, amministratori delegati, vice presidenti, revisori dei conti ecc.
    Si continua a dire che, bisogna assolutamente tagliare i costi dell’amministrazione pubblica e
    invece di procedere come farebbe un paese civile, ci si comporta esattamente al contrario.
    Purtroppo abbiamo una classe politica incapace e totalmente contraria al vero cambiamento.
    Anche il M5S ha letteralmente fallito e i loro componenti discutono giornalmente per i loro
    stipendi e non guardano ai veri problemi del paese.
    E’ inutile che Grillo mi venga a dire che, i soldi che lo Stato ha elargito per i partiti, siano stati
    restituiti, era meglio che se li tenessero ma che, sistemassero il paese.
    Noi siamo degli illusi, si continua ad andare a votare e si crede in un sistema corrotto e incapace
    I nostri politici non si taglieranno mai gli stipendi e i privilegi, sono convinto che anche uno di noi, arrivato alle stanze del potere, si comporterebbe in uguale maniera.
    Loro giocano sul fatto che, i loro benefici sono diritti acquisiti e hanno ragione, la legge è dalla
    loro parte.
    Bisogna assolutamente cambiare la Costituzione e quando un politico deciderà di fare questa
    mossa, forse allora saremo sulla strada giusta.
    Questa è senza ombra di dubbiio, la guerra più potente che un paese abbia mai sopportato, quando scoppia una guerra sul campo, ci sono parecchi morti, ma alla fine l’economia riparte.
    La guerra economica che stà uccidendo molti paesi, messa in atto dalla Merkel, non solo uccide
    le persone ma nello stesso tempo, mette in ginocchio l’intera economia mondiale.
    La Germania vuole acquistare l’intera Europa in saldo e se continueremo a venerare l’Euro, sarà
    la nostra fine, saremo schiavi di un sistema a senso unico.
    Cordialmente.

    Marco.

  2. In Italia l’andazzo è sempre quello che ha fatto presente De Filippo nella sua celebre battuta: “a da passa ‘a nuttata”.

  3. anche se c’e’ un governo di coalizione,ogni persone che ne fa parte cerca di portare l’acqua al proprio mulino..letta per il pd e berlusconi al pdl…tutto qui..ognuno con le sue idee.larghe intese si fa per dire..pensano sempre a loro e non al paese come dicono.e intanto noi siamo senza lavoro(compreso me che a 32 anni non vedo un futuro)e loro che parlano,parlano,parlano…la Germania fa i fatti e loro parlano parlano…e riparlano di cose che sappiamo gia da una vita..e sono sempre quelle..riduzione del debito..le nostre imprese..le nostre esportazioni…il pil…lo spread..ma dove andremo a finire!!!!si fa sempre troppo poco..

  4. Infatti lor signori si degnino di lasciar spazio a gente più competente nel risolvere la situazione che si è creata grazie ai loro dire e far nulla da anni!.Ci vuole una riformazione totale dello stato con imprenditori non politici mangia soldi e nien’altro,sì perché la crisi viene sentita nei settori che producono e non da gente che non fa nulla!.Partiamo da una fiscalità doppia se non tripla rispetto alle medie europee tanto conclamate dai poltici stessi e cominciando poi dai loro stipendi straordinariamente non toccati dalla crisi e anzi di anno in anno cresciuti in maniera esponenziale.Ma è tutta la macchina burocratica che fa acqua da tutte le parti e come non stupirci visto i personaggi che ci sguazzano al suo interno!.

  5. Uno studio di economisti della École des Hautes Études a Parigi – che è il punto di riferimento intellettuale dei funzionari francesi – guidati dal Professor Jacques Sapir, conclude che Francia, Italia e Spagna beneficerebbero ampiamente dall’uscita dall’euro, che ripristinerebbe la loro competitività perduta in anni di depressione economica…..Anche il Presidente Napolitano nel 1978 disse ” il Sistema Monetario Europeo ci farà perdere competitività”……sarebbe così grave uscire dall’euro? molti economisti lo consigliano ma sembra più importante il progetto europa che il progetto Italia…. perchè?……in francia la dx sembra il primo partito e i consensi sono dovuti al fatto che si promette uscita UE e unione monetaria….iL Presidente Letta invece è convinto che l’Europa sia l’unica soluzione per uscire dalla crisi…. chi ha ragione?

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