Che invidia per gli americani!

Che invidia! Che invidia vedere gli americani impegnarsi con tanto entusiasmo nella campagna per elezioni presidenziali, o almeno seguirla con non minore interesse. Solo una minoranza? Può darsi, ma l’energia e l’impegno che quella minoranza mette nella scelta di chi dovrà dirigere il paese per i prossimi quattro anno sono sconosciuti da noi. E alla fine, fatta la scelta, l’eletto è il presidente di tutti gli americani, il leader della nazione accettato da tutti perché scelto con regole da tutti condivise. E noi?
Noi italiani, invece, non facciamo altro che darci norme che rendano difficile quanto più è possibile il mestiere di governare; regole che frantumino il consenso in mille rivoli e dividano sempre di più l’opinione pubblica in fazioni e sette, diluiscano e ridistribuiscano il potere impedendo così una chiara attribuzione di responsabilità, rendano precaria la vita dei governi. Qui da noi nessuno deve comandare troppo, in realtà nessuno deve essere in grado di esercitare le responsabilità alle quali è stato chiamato. Ogni riforma che abbia tentato di cambiare questo stato di cose è stata impedita o bocciata perché in realtà questo stato di cose fa comodo a tutti, non solo alla cosiddetta “casta”, cioè al ceto politico-burocratico-amministrativo, ma anche alla grande maggioranza dei cittadini, o almeno a quelli – e sono tanti – che pensano che una generale, diffusa deresponsabilizzazione faccia comodo – mentre invece, in realtà, danneggia tutti.
Che invidia, perciò, per quei 300 milioni di americani che ogni quattro anni si scelgono con tanto appassionato entusiasmo il loro “comandante in capo”, sottoscrivendo la sua politica e i suoi impegni elettorali. Che invidia per una vera, grande democrazia. Perché, non dimentichiamolo, la democrazia è un metodo di governo, cioè un modo per fare le cose dopo aver scelto quali e come farle. La democrazia non è un espediente per non combinare nulla nascondendosi dietro eterni contrasti, paralizzati da un infinito numero di contropoteri. Anche tutto questo dà ai cittadini l’impressione che il loro voto sia inutile. Anche per tutto questo in tanti, sempre di più, non vanno a votare.

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15 risposte a “Che invidia per gli americani!

  1. SANTE PAROLE…… ma nessun partito, movimento, corporazione, associazione, nemmeno il mio condominio, vuole impegnarsi per cambiare la Costituzione, è tabù!
    E così continuiamo ad essere cittadini di un Paese ingovernabile, salvo poi, quando sono finiti i soldi, accettare qualsiasi decisione presa però da un governo, purché rigorosamente “tecnico”, che ci faccia tirare a campare.
    Perché votare?

  2. MA INVIDIA DI COSA ? :
    CHE NON HANNO ANCORA LO STATO SOCIALE CHE NOI ABBIAMO DA 80 ANNI
    CHE SI ESALTANO PERCHE’ IL PRESIDENTE DICE ALLA MOGLIE IN PUBBLICO TI AMO
    CHE GIOCANO ALLA QUERRA COME I BAMBINI
    CHE HANNO IL 15 % DI POVERI
    CHE VENGONO LICENZIATI AL VENERDI’ PER IL LUNEDI’
    CHE VANNO A VOTARE MENO DEL 50 %
    CHE NON DIVENTANO MAI ADULTI
    CHE ECC. ECC. AH! IO SONO FILO AMERICANO SERGIO MARTINA

  3. Che invidia? non invidiamo un paese con un sistema elettorale antidemocratico. Se, inoltre, nella stessa frase abbiamo “minoranza” e “democrazia” c’è qualcosa che non va..
    “invidia per una vera, grande democrazia” e parliamo di stati uniti??? per favore apriamo gli occhi, uno “stato cancro” per il mondo non deve essere innalzato ma condannato! Leggendo questo articolo molti si potrebbero fare un’idea totalmente sbagliata di questo stato! Nel mio stato democratico non deve esistere un “comandante capo”. Dio salvi la democrazia e nient’altro

  4. Non credo che si debba invidiare gli americani perchè quello che si vede in tv è quello che ci vogliono far vedere!,si dovrebbe perlare con chi ci vive in america per dirlo!,in italia la gente non vota più perchè la politica italiana è una cosa a sè………………….qualunque voto tu dia pur di non levarsi dalle poltrone sovvertono il voto!.E questo solo in italia succede! contando poi che abbiamo il maggior numero di senatori e parlamentari d’europa………….oltre hai più pagati nel mondo o poco ci manca!.

  5. Buongiorno,
    non ho parole, leggere questo breve articolo è conformatente, perchè vuol dire che c’è qualcuno che la pensa come me.
    ma nonostante ciò io sono tra quelli che è talmente sconfortato da pensare che sia meglio andarsene definitivamente e proprio negli States. E’ vero, l immigration policy è complessa, ma se si è onesti, se si vive una vita nel rispetto della comunità, se si ha un lavoro, anceh il più umile, allora, anche oggi in un paio danni si riescono ad ottenere visti semi-permanenti (5 anni).
    L’Italia non cambia perchè non vuole cambiare, in Spagna la gente scende in piazza e si fa sentire.. e noi?? noi ci accontentiamo di essere lasciati li, a sopravvivere, ci accontentiamo di quella piccola goccia di rugiada che ci danno un attimo prima di collassare.. e continuano a tenerci lì.. mezzi vivi.. Detto ciò, spero nell’arco di 8/12 mesi di salutare questa Italia insieme alla mia famiglia, mio figlio vedrà questo paese una volta l’anno per sciarci o per visitare qualche città d’arte.. ma avendo pochi mesi questo avverrà minimo tra 5 anni.. Ergo, se tutto va bene non vedrò coi miei occhi cadere in rovina questo paese, lo piangerò dalla tv di qualche altro Miglior Paese. ps: ci manchi Italia, ma non sei più quella di una volta.

  6. credo che l’italia non deve invidiare gli usa,credo che debba cambiare e fare dell’italia quell’unicita’ che ci ha sempre contraddistinto.non farci influenzare da un paese (grande e bellissimo)con ha anche tanti problemi,laviamo i nostri panni,rimettiamoci in carreggiata,ma sopratutto,cresciamo e miglioriamo noi stessi.andiamo a votare

  7. Invidia per gli americani??? Ma proprio per niente!!! e soprattutto di niente di quello che hanno, tantomeno della loro democrazia!!!

  8. Macchè democrazia, le elezioni americane sono da sempre un recod in fatto di astensionismo. Nell’ultima tornata elettorale i neri hanno votato per il 95% circa Oba-Mao solo perchè nero come loro, altro che democrazia! La dittatura dei neri!
    E poi, mi lasci dire, tutto questo entusiasmo che voi cronisti dimostrate per le elezioni americane è imbarazzantemente superiorie a quello che nutrono gli stessi cittanini americani, siete vittime dello show e delle mirabolanti messe in scena hollywodiane che ben poco hanno a che fare con la parola democrazia! Sveglia, il vero dramma dell’America è che non è più America ma una brutta copia dell’orribile ed antidemocratica Europa!

  9. Beh, noi il presidenzialismo lo potremmo approvare in pochi mesi, anche prima del voto, se ci fosse la volonta’ politica, soprattutto della sinistra. e…di un certo Signor Fini che l’ha messo in un binario morto alla Camera.

  10. Dire che invidia per gli americani è dir poco,io direi che invidia per il mondo aver una grande persona come obama presidente molti governanti dovrebbero prendere lezioni da un grande come questa persona che tutto il mondo invidia agli americani in tutto per tutto

  11. Mi trovo in America per uno scambio culturale e le assicuro che si sbaglia di grosso. Non c’e’ proprio niente da invidiare e non e’ un paese democratico. Ci sono molti problemi e la maggior parte dei ragazzi a scuola se ne frega di quello che succede in america o nel resto del mondo. Il paese e’ estremamente diviso, non solo tra nord e sud, ma negli stessi stati. E’ pieno di gente con la mentalita’ chiusa, di gente che e’ ancora razzista o a favore degli schiavi. Molte persone con cui mi sono trovata a parlare sono rimaste deluse e arrabbiate dalle elezioni. Inoltre ci sono molte persone che, come succede in Italia, non sono proprio andate a votare. E si e’ vero, ci sono tanti problemi in Italia, pero’ le posso assicurare che la maggior parte degli altri paesi, compresi gli Stati Uniti, non stanno molto meglio.

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