L’inquietante lezione siciliana

E’ incredibile che dopo le elezioni siciliane, politici e commentatori discutano soprattutto di chi ha vinto e chi ha perso, di formule e formulette per mettere insieme una maggioranza che nell’Assemblea regionale non c’è, su quali effetti il voto isolano potrà avere sul quadro politico nazionale, che insomma si occupino di simili amenità del tutto trascurabili al confronto con la più clamorosa e inquietante evidenza di questi risultati elettorali: un non voto che fra astensionismo e schede bianche o nulle arriva al 60%. Mai accaduto prima in In Italia.
Il primo effetto di questo schiaffo dell’elettorato siciliano in faccia alla politica è che il presidente della Regione, oltre a non avere una sua maggioranza nell’Assemblea, è stato eletto, di fatto, con i suffragi del 12% circa degli aventi diritto al voto. Un po’ pochino per cantare vittoria (anche se il compiacimento è umanamente comprensibile, essendo la prima volta che la sinistra vince in Sicilia) ma soprattutto molto poco per sentirsi legittimati a governare una regione che ha dato seri problemi anche al centrodestra che da quelle parti era fortissimo, quello del famoso “cappotto” alle elezioni politiche nazionali, quando conquistò tutti seggi in palio nell’isola.
Il voto siciliano, insomma, ci ha detto soprattutto che la politica, per come la conosciamo oggi, con questi partiti e con questi uomini, se non è finita sta finendo. Non poteva che andare così e meglio tardi che mai. E l’alternativa non è certo Grillo col suo grillismo, essendo, infatti, non la cura ma un sintomo della malattia che affligge da troppo tempo la nostra democrazia. Di tutto questo si dovrebbe parlare in queste ore, non di formule formulette, perché se la crisi della politica diventa crisi della democrazia – e quasi ci siamo – be’, allora sono guai grossi per tutti. Per ciascuno di noi.

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5 risposte a “L’inquietante lezione siciliana

  1. tolta la percentuale di M5S e tolti quelli che non sono andati a votare rimane quella moltitudine esagerata di dipendenti pubblici che hanno votato il resto.
    Per cui alla fine non cambierà nulla.

  2. Solo il 13% dei Siciliani con diritto al voto hanno votato per Crocetta, il che significa che l’87% NON ha gradito questa candidatura per me IMPROPONIBILE, come le altre.
    Vi racconto il mio “voto” perché la dice lunga sull’astensione di massa . Io sono andata a votare e, dopo essermi fatta registrare, ho esercitato il DIRITTO di rifiutare la scheda, facendo verbalizzare la ragione della mia protesta con: “Nessun candidato ha i titoli di studio, la competenza, e la credibilità per potermi rappresentare”. Non è stato facile farlo perché: 1) Quando la scrutatrice ha sentito che io tiravo in ballo i titoli di studio, si è permessa di dire a me, con tre lauree (di cui una conseguita negli USA), e la perfetta conoscenza della lingua inglese, che questo non si poteva scrivere; 2) Il segretario del seggio mi ha detto che lui, scrutatore dal 1967, sapeva che non potevo farlo; 3) La presidente del seggio ha anche rimproverato gli scrutatori che mi avevano registrato perchè, secondo lei, avrei potuto rifiutare la scheda senza farlo mettere a verbale (così forse l’avrebbe usata lei..).
    I giovani scrutatori, però, hanno espresso piena approvazione al mio gesto civile di protesta, dicendo di ammirare il mio coraggio, e che tutti avrebbero dovuto fare come me. Comunque, a scanso di equivoci, alla fine ho tirato fuori l’articolo della legge che sancisce il diritto a rifiutare la scheda per protesta (D.P.R. 30 Marzo 1957, n° 361 -Art. 104), e non hanno potuto fare altro che applicarla. Morale della favola, vista l’ignoranza diffusa, e la prevaricazione presuntuosa e INTERESSATA esercitata nei seggi elettorali, capisco bene la bassa affluenza alle urne, e ricordo a chi deplora i Siciliani che “vergognosamente” (a suo dire) sostengono che il voto sia nullo, che si dovrebbe dare da fare per istruire la gente ai suoi diritti, e far proporre gente capace ed onesta…

  3. Quello che non si dice è che in Sicilia c’è stato un colpo di stato. La maggioranza assoluta dei cittadini ha sentenziato in modo legale ed inequivocabile che nessuno dei candidati era, dal rispettabile e democratico punto di vista del popolo sovrano, all’altezza di governare la regione. E allora perchè quei politici giudicati dal popolo sovrano non all’altezza si sono spartiti il potere, le poltrone, gli stipendi e i privilegi (M5S compreso)? Non credo che il popolo siciliano e quello italiano abbiano compreso che c’è stato un colpo di stato, la democrazia è finita per davvero!

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