La madre di tutte le battaglie

Pare che si possano e si volgliano tagliare 100 miliardi di spese della pubblica amministrazione, da quella centrale a quelle locali. Ora Bondi, l’ultra-tecnico incaricato dal governo dei tecnici di realizzare la mitica spendig review (in italiano: rifare i conti dello stato per scoprire dove si può tagliare) ci deve dire dove si abbatterà la mannaia governativa.
A quel punto tutti cominceranno a strillare: i vari ministeri (stavolta forse non direttamente i ministri, che lo faranno fare ai loro superburocrati), i sindacati, l’opposizione, gli enti locali e via sbraitando. Com’è successo tutte le volte che lo hanno fatto o ci hanno provato altri governi, raramente riuscendoci, spesso tornando sui loro passi.
Ce la farà stavolta il governo dei tecnici consigliato dall’ultratecnico? Staremo a vedere, per conto mio ho qualche dubbio. Anche se stavolta l’emergenza finanziaria e la super-maggioranza sono due fortissimi atout in mano a Monti. Il quale però non può sottrarsi e non può rimandare ulteriormente quell’altra mossa che avrebbe dovuto essere la prima della sua azione di risanamento: attaccare il debito dello stato, vendendo e privatizzando. Su questo piano finora non ha fatto nulla. Sono convinto che a frenarlo sia, oltre ad un certo  Dna statalista e centralista di questo governo, la potentissima struttura burocratica della pubblica amministrazione, l’apparato dello stato che teme di perdere potere con il ridimensionamento del patrimonio che gestisce.
Tuttavia questa difficile operazione rimane per Monti la madre di tutte le battaglie: non sono convinto che voglia e possa combatterla, anche perchè buona parte dei suoi ministri provengono proprio dall’alta burograzia statale. E se dovesse combatterla, temo che, purtroppo, la perderebbe.

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