Non è mai troppo tardi, per le riforme

Berlusconi propone di riformare il nostro sistema istituzionale adottando una forma di semipresidenzialismo alla francese. L’argomento più ricorrente fra coloro che si oppongono a questa proposta è che “è troppo tardi, si vota fra un anno non c’è più tempo”. Forse è vero, sebbene ce la si potrebbe fare se la maggioranza che sostiene Monti fosse d’accordo.
Ma il fatto è che di ristrutturazione delle istituzioni italiane, pletoriche, barocche e paralizzanti, si parla da una trentina d’anni e non se ne è mai fatto nulla perché si sono sempre trovate delle ottime ragioni per non farne nulla. L’ultima buona ragione è questa: “E’ troppo tardi”. Per essere credibile questa obiezione dovrebbe esssere seguita da un impegno formale e porre  mano alle riforme subito dopo le elezioni. Ma nessuno lo fa e dopo il voto tutto verrà rimandato per l’ennesima volta a tempo indeterminato.
Stavolta però si tratta di un errore gravissimo perché ormai questo sistema politico, marcio e incapace di decidere (tanto che per combinare qualcosa di urgente in una situazione di emergenza si è dovuto ricorrere a dei non-politici) si trova a ballare irresponsabilmente sull’orlo del baratro. Grillo non è una soluzione ma il sintomo più vistoso di questa malattia.

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